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7 FEBBRAIO 2024

Riforma fiscale, le novità per i professionisti

Negli ultimi mesi il governo è impegnato nell’approvazione della riforma del fisco italiano. Questa estate è stata approvata la legge 111/2023 (legge delega, che impone al governo l’approvazione di successivi decreti per attuarla). A cavallo tra 2023 e 2024 sono arrivati i primi decreti, che quindi rendono definitivamente realtà alcune delle novità, già a partire da quest’anno.

Sono tantissimi i punti toccati prima dalla delega e poi dai decreti, che cambieranno fortemente il sistema fiscale italiano, con evidenti ricadute su famiglie, imprese, professionisti e partite iva. In questa sintetica scheda potete trovare le principali novità per quanto riguarda il mondo dei lavoratori autonomi, oltre a una serie di link per eventuali approfondimenti.

I contenuti della riforma, le novità per i professionisti

Irpef

a prima importante novità che riguarda da vicino le Partite Iva, ma anche lavoratori dipendenti e pensionati, è la riduzione delle attuali quattro aliquote Irpef in tre scaglioni. L’obiettivo finale della riforma è quello di arrivare ad una flat tax estesa a tutti, ovvero una tassazione fissa unica per tutti i redditi.

Nel dettaglio quindi, a decorrere dal 1° gennaio 2024 l’Irpef sarà così strutturata:

  • 23 per cento per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 35 per cento per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
  • 43 per cento per i redditi che superano 50.000 euro.

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha stimato un beneficio medio di 190 euro annui per la riduzione delle aliquote. Per i redditi fino a 15 mila euro il risparmio è pari a 75 euro, si riduce nella fascia immediatamente superiore a tale soglia per tornare a crescere fino a un massimo di 260 euro per i redditi da 28 mila euro in su. Oltre la metà dei benefici complessivi dell’Irpef, sempre secondo l’Upb, è destinato ai contribuenti con reddito superiore a 28.000 euro, anche se questi sono il 25%.

Ires e Irap

Un altro punto importante, che riguarda soprattutto le imprese, è quello a proposito di Ires e Irap: anche queste imposte, a carico delle società, verranno riviste dalla riforma fiscale. Si ipotizza un graduale accantonamento dell’Irap, e l’arrivo di una doppia imposta Ires.

Cartelle esattoriali

La riforma fiscale andrà a modificare anche diversi aspetti della riscossione dei debiti, e si ipotizza la scomparsa delle cartelle esattoriali vere e proprie. Ogni ente potrà quindi provvedere in autonomia a notificare, con atti esecutivi, i debiti ai contribuenti e alle imprese.

Tuttavia, verranno meno anche alcuni strumenti di controllo, in particolare gli Indici Sintetici di Affidabilità, gli ISA. Il fisco quindi non valuterà più l’affidabilità delle imprese nel seguire gli adempimenti fiscali con questo strumento: questo provvedimento può voler dire che almeno 2 milioni di Partite Iva saranno esentate dall’obbligo di compilazione dei modelli ISA.

Verranno invece potenziati i meccanismi di concordato preventivo biennale tra imprese e fisco, per garantire, con la certezza di pagamento di una certa quota di imposta, l’esonero da ulteriori controlli per un periodo di due anni.

Il Concordato

In estrema sintesi, Il concordato preventivo biennale permetterà alle partite Iva e alle piccole e medie imprese di mettersi d’accordo con l’Agenzia delle Entrate sulla quantità di tasse da pagare per i due anni successivi. In cambio del versamento, si eviteranno i controlli. Alla scadenza, l’accordo si potrà rinnovare per altri due anni.

Il nuovo concordato fiscale biennale sarà aperto a tutti i lavoratori autonomi e titolari di redditi di impresa, anche a coloro che hanno un valore Isa minore a 8 (cioè vuol dire che potrebbero non essere in piena regola con tasse e contributi).

Calendario fiscale

La riforma riscrive il calendario delle scadenze fiscali, cercando di razionalizzare. Non sono mancate le polemiche, ma la nuova impostazione dovrebbe garantire un piccolo margine in più di tempo.

Nella tabella che segue le scadenze più importanti, per approfondire si vedano il link in fondo al testo.

ADEMPIMENTOSCADENZA
Dichiarazione dei redditi30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta. Per i soggetti IRES entro l’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta.
Versamento imposte ratealeSaldo 2023 e acconto 2024 imposte entro il 16 dicembre
Dichiarazione precompilata
(disponibilità)
30 aprile
Sospensione comunicazioni ed inviti AdE– Dal 1° agosto al 31 agosto
– Dal 1° dicembre al 31 dicembre
Trasmissinoe dati al Sistema Tessera SanitariaInvio semestrale, con date da stabilire dal Ministero

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